Congresso Nazionale Lions Milano 2026

Milano 2026

Milano benedetta
Donna altera e sanguigna
Con due mammelle amorose
Pronte a sfamare i popoli del mondo
Alda Merini
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Milano.

La città che si racconta fra vie, piazze, la città del passato e del presente, frammenti di scoperte della mente e del cuore.

Il primo protagonista di cui vogliamo raccontare è il più grande talento d'ogni tempo, l'artista che a Milano fece dono perenne del “Cenacolo” l'opera immortale in Santa Maria delle Grazie.

Leonardo da Vinci. Molto altro la città conserva di lui, fra cui la memoria del permanente rapporto fra l'artista e il potente assoluto, Ludovico il Moro. Che porterà fra l'altro alla realizzazione di quel ritratto che celebrò l'amore fra Ludovico e la giovanissima Cecilia Gallerani. Una relazione intensa, fatta di passione e di scambio intellettuale. Cecilia era dotata di grande intelligenza, colta, interessata all'arte e alla letteratura, in grado di distinguersi nella corte milanese in un'epoca in cui le donne erano escluse dalla sfera del potere. Per Cecilia il Duca commissiona a Leonardo un ritratto che diverrà famoso nei secoli “La dama con l'ermellino”. Cecilia ritratta di tre quarti, un impercettibile sorriso, la mano che con grazia accarezza l'ermellino simbolo di purezza e d'onore.

Ed ecco Filippo Tommaso Marinetti, il fondatore del Futurismo. Nacque ad Alessandria d'Egitto, vivrà alcuni periodi a Parigi, si stabilirà poi a Milano, città che diventerà il fulcro centrale del suo Movimento. Il suo appartamento in via Senato 2 sarà il punto d'incontro di artisti entusiasmati dalla rivoluzione rumorosa destinata ad abbattere il conformismo letterario, pittorico, musicale, nel nome di un'epoca nuova. Straordinario trascinatore di giovani e di artisti nel campo delle lettere, del teatro, dell'architettura, scultura, pittura; una attività vulcanica che lo porterà in tutta Europa.

Accanto a lui Umberto Boccioni che abiterà in via Castel Morrone. Influenzato da Marinetti e da Milano, città in ascesa celebrata nel suo dipinto “Città che sale” realizzato negli spazi della Società Umanitaria, il Futurismo lo indurrà a rifiutare la staticità e a impegnarsi nel movimento delle forme, nella raffigurazione dello spostamento nello spazio come “Stati d'animo” un trittico che rappresenta un treno nella stazione ferroviaria milanese, la locomotiva stilizzata, l'avvio del treno, la velocità. E il meraviglioso dipinto “Rissa in Galleria”. Davanti al Campari due prostitute si azzuffano mentre i passanti si accalcano attorno; un capolavoro di movimenti e di luci.

Tutt'altro capolavoro, l'Arco di Porta Ticinese. Nel 1700 verrà avviata una nuova organizzazione della città. I Bastioni diventano viali di passeggio per le carrozze e accanto alle Porte principali ecco gli Archi trionfali. Nel 1801 in corso di Porta Ticinese entra Napoleone dopo la vittoria di Marengo sugli austriaci. Da quell'anno sino al 1814 si ricostruirà la Porta e si realizzerà l'Arco monumentale neoclassico progettato da Luigi Cagnola utilizzando granito di Baveno. Saranno gli anni di alcuni momenti milanesi di Foscolo, giovane tenente al seguito di Napoleone, oltre che felicemente accanto a Antonietta Fagnani Arese sposata al conte Marco Arese Lucini. Ugo ospite nel palazzo di lei in assenza del consorte, e nelle serate nel suo palco alla Scala.

“Ella faceva dell'amore unico passatempo, un passatempo tumultuoso!”

Milano cosa ci racconta del presente?

Inevitabile dire CityLife. Il quartiere realizzato nell'area della ex Fiera, dove si passavano giornate durante i giorni dedicati alla Fiera Campionaria. Milano si è aggiudicata la vastissima superficie in seguito alla partecipazione ad un concorso internazionale. Il Business Shopping District con le Tre Torri che accolgono uffici e l'area con negozi, ristoranti, servizi vari, cinema multisala, il distretto commerciale urbano più grande d'Italia. CityLife nel primo anno di attività - l'inaugurazione avvenne nel novembre 2017 - vide la presenza entusiasmante di 10 milioni di visitatori. Le Residenze, lussuosi edifici di appartamenti, si affacciano su piazza Giulio Cesare e sul grande parco.

Il Parco. Prati, alberi, zone boschive, viali destinate alle passeggiate, orti, spazi per bambini. La suggestiva Fontana delle Quattro Stagioni, inaugurata nel 1927 di fronte alla Fiera Campionaria e ora circondata dal parco, con tre vasche e quattro statue che rappresentano la mitologia delle quattro stagioni, con giochi d'acqua e illuminazione a colori.

Poi Piazza Gae Aulenti nel quartiere Isola, dedicata alla famosa architetta deceduta due mesi prima dell'inaugurazione della piazza, avvenuta l'8 dicembre 2012. È circolare e sopraelevata, davanti all'ingresso della stazione di Porta Garibaldi, a poca distanza dai diversi grattacieli che disegnano l'orizzonte, fra i quali Palazzo Lombardia sede della Regione, Grattacielo Pirelli, il Bosco Verticale, Torre Diamante. E la UniCredit Tower, che con 231 metri è il grattacielo più alto d'Italia.

Passato, Presente. Restiamo in attesa del Futuro sorprendente che Milano saprà consegnarci!

Giovanna Ferrante, scrittrice

L'Uomo Vitruviano "misura di tutte le cose"

L?Uomo vitruviano di Leonardo da Vinci

L'Uomo vitruviano al quale è ispirato il marchio del 74° Congresso Nazionale dei Lions italiani è un disegno a penna e inchiostro su carta di Leonardo da Vinci, conservato, ma non esposto, nel Gabinetto dei Disegni e delle Stampe delle Gallerie dell'Accademia di Venezia.

Celeberrima rappresentazione delle proporzioni ideali del corpo umano, cerca di dimostrare come possa essere armoniosamente inscritto nelle due figure "perfette" del cerchio, che simboleggia il Cielo la perfezione divina, e del quadrato, che simboleggia la Terra. La scelta di questa geometria non è frutto del caso, bensì di studi precisi.

Il cerchio infatti rappresenta il cosmo, il divino: gli antichi ritenevano che fosse simbolo di perfezione. In contrapposizione si trova il quadrato, simbolo del mondo terreno. L’uomo quindi rappresenterebbe l'unione tra microcosmo e macrocosmo, quindi l’idea stessa di mondo.

Riconducendo tale visione alla filosofia platonica, aristotelica e neoplatonica, l’uomo viene considerato “specchio dell’universo”. Egli è il riflesso di un ordine superiore, il quale contiene gli elementi che compongono il mondo intero.

L’Uomo vitruviano è simbolo dell’arte rinascimentale, con esso si analizzano le proporzioni del corpo umano secondo gli scritti dell'architetto romano Vitruvio. Il genio artistico voleva rappresentare, in accordo con il periodo da lui vissuto, l’uomo come “misura di tutte le cose”.

Non chi comincia ma quel che persevera.
Leonardo da Vinci

Leonardo  e Milano

Leonardo da Vinci visse a Milano per quasi 20 anni in due periodi (1482-1499 e 1508-1513), al servizio di Ludovico il Moro, dove si distinse non solo come artista (vedi Cenacolo, Dama con l'ermellino) ma soprattutto come ingegnere militare, idraulico e architetto, studiando i Navigli, progettando macchine, e lasciando un'impronta indelebile nello sviluppo urbanistico e scientifico della città, raccogliendo gran parte dei suoi studi nei codici, come il Codice Atlantico, conservato a Milano e visitabile presso la Pinacoteca Ambrosiana.

Primo periodo (1482-1499) - Leonardo fu subito affascinato da Milano, moderna e aperta alle novità tecnologiche e scientifiche, diversamente da Firenze, un ambiente nel quale non si più sentiva affine. Giunse a Milano nel 1482, presentato a Ludovico il Moro come ingegnere e artista, offrendo le sue competenze militari e idrauliche. Realizzò il "Cenacolo" a Santa Maria delle Grazie, la "Vergine delle Rocce", il "Ritratto di Musico" e il "Ritratto di Dama con l'ermellino". Si dedicò allo studio dei Navigli (Canale della Martesana, Conca di San Marco), al progetto del tiburio del Duomo e alla "Festa del Paradiso" una memorabile e sfarzosa “Festa” che vede Leonardo incaricato di organizzare al Castello Sforzesco per le nozze di Gian Galeazzo, nipote di Ludovico il Moro, con Isabella d’Aragona, nipote del re di Napoli. Una grandiosa messa in scena teatrale e artistica progettata da Leonardo da Vinci, che trasformò il Castello Sforzesco in una rappresentazione del cosmo con pianeti e costellazioni rotanti, stupendo gli ospiti con musiche, danze, e scenografie meccaniche che lodavano la casata Sforza. Una festa con danze, musiche e con una rappresentazione teatrale tesi a esaltare le virtù della sposa, con un imponente allestimento scenico curato da Leonardo su versi di Bernardo Bellincioni, poeta di corte. Il genio toscano progettò l'imponente monumento equestre per Francesco Sforza, il famoso 'Cavallo di Leonardo', di cui realizzò un modello in argilla, mai fuso per mancanza di bronzo. Una riproduzione moderna del Cavallo di Leonardo si trova all'Ippodromo di San Siro. 

Secondo periodo (1508-1513) - Ritorno: Tornò a Milano, che era sotto il dominio francese, lavorando per re Luigi XII. Riprese i suoi studi anatomici e scientifici, approfondendo il paesaggio lombardo. Infine lasciò nuovamente la città nel 1513, trasferendosi a Roma. 

La Vigna di Leonardo

Una storia dimenticata lega Leonardo da Vinci alla città di Milano: la storia di una vigna. La vigna che nel 1498 Ludovico il Moro, duca di Milano, regalò a Leonardo e intorno alla quale corrono leggende che coinvolgono il genio, le sue opere, i suoi seguaci. Dalla Firenze di Lorenzo il Magnifico, Leonardo da Vinci arriva a Milano, alla corte di Ludovico Maria Sforza detto il Moro, nel 1482. Nel 1495 Ludovico gli assegna l’incarico di dipingere l’Ultima Cena nel refettorio di Santa Maria delle Grazie. Nel 1498 Ludovico concede a Leonardo la proprietà di una vigna di circa 16 pertiche, che fu impiantata e coltivata nei campi in fondo al giardino della Casa degli Atellani, ultima traccia esistente del quartiere residenziale che il duca di Milano sognava per i suoi uomini più fedeli. Nell’aprile del 1500 le truppe del re di Francia sconfiggono e imprigionano il Moro e anche Leonardo lascia Milano, non smettendo mai di occuparsi della sua vigna: la riconquisterà quando i Francesi gliela confischeranno e in punto di morte, nel 1519, la citerà nel testamento, lasciandone una parte a un servitore e un’altra parte al suo allievo prediletto Gia Giacomo Caprotti, detto il Salaì.

I Navigli

Leonardo da Vinci, a Milano alla corte di Ludovico il Moro, progettò un rivoluzionario sistema di chiuse per superare i dislivelli e rendere navigabile la rete dei Navigli, collegando Milano ai laghi (come Como) e al fiume Ticino, fondamentale per il trasporto di merci e per l'approvvigionamento idrico, introducendo innovazioni come il portello mobile e i sistemi di misurazione dell'acqua, sebbene molti progetti furono realizzati solo secoli dopo, come il Naviglio di Paderno. In questo modo, i Navigli divennero la spina dorsale idrica di Milano, fondamentali per l'economia e il trasporto (marmi per il Duomo, merci, ecc.). 

MICON 26 Congresso Nazionale Lions Milano 2026
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